Tutto quello che c'è da sapere su Bitcoin e blockchain per non fare confusione

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Redazione il 26 luglio 2018

In questo articolo tratteremo approfonditamente di due capisaldi del mondo che gira attorno alle criptovalute: il Bitcoin, la prima e più importante criptovaluta, e la blockchain, il sistema distribuito basato sulla crittografia senza cui il Bitcoin e molte altre criptovalute simili non potrebbero esistere.

Che cos’è il Bitcoin

Il Bitcoin, che viene anche alle volte abbreviato in BTC o XBT, è la prima criptovaluta mai creata. Il suo inventore, il leggendario Satoshi Nakamoto, non è mai stato identificato con precisione. 

Le teorie sulla vera identità di Satoshi Nakamoto, pertanto, sono numerose. Per citare i più famosi ricorderemo Michael Clear, importante crittografo del Trinity College, Vili Lehdonvirta, economista e sviluppatore di videogiochi finlandese, Craig Steven Wright, imprenditore australiano e perfino Elon Musk, il famosissimo CEO di Tesla Motors.

Le origini della criptovaluta risalgono al 2008, ormai 10 anni or sono. Il Bitcoin viene normalmente scambiato su borse dedicate alle criptovalute che, generalmente, funzionano 24 ore su 24, 7 giorni a settimana. In ogni momento dell’anno, anche a Natale, è possibile acquistare Bitcoin usando euro, dollari o altre criptovalute!

Le principali borse di scambio sono Bittrex, Kraken, Bitfinex, Binance e Coinbase. Il Bitcoin è solo una delle tante criptovalute esistenti, sebbene sia la più importante in termini di scambi borsistici giornalieri e anche di notorietà, soprattutto tra i meno informati sull’argomento.

Tra le altre criptovalute, le più famose ed importanti sono l’Ethereum (ETH), il Litecoin (LTC) ed il Ripple (XRP). Ognuna ha le sue peculiarità, i suoi punti di forza come di debolezza. Tutte, però, sono caratterizzate dall’essere valute digitali che non hanno un corrispettivo fisico (nella forma di cartamoneta come le valute tradizionali) e non sono garantite da enti governativi. La stragrande maggioranza delle criptovalute, così come il Bitcoin, non è governata da un ente centrale, come per le valute tradizionali (ad esempio per l’euro c’è la Banca Centrale Europea, per il dollaro la Federal Reserve).

Il Bitcoin, che al momento della scrittura di questo articolo vale circa 6000$, può essere usato anche in frazioni dell’unità. Infatti, unità di misura alternative sono il millibitcoin (mBTC) e il satoshi. Quest’ultima, che come si può evincere dal nome cerca di omaggiare il leggendario creatore, è la più piccola unità di rappresentazione e vale circa un centomilionesimo di Bitcoin (0.00000001 BTC).

Il sistema Bitcoin è definito come “pseudo-anonimo”, in quanto gli indirizzi a cui sono assegnati i Bitcoin dalla blockchain sono pubblici ma i loro effettivi proprietari potrebbero anche non esserlo. Inoltre le borse di scambio di Bitcoin e di altre criptovalute quasi sempre richiedono le generalità di chi opera con loro e quindi è difficile poter acquistare o vendere Bitcoin senza essere identificati. Esiste un problema di criminalità legato al Bitcoin, dato che per le sue caratteristiche intrinseche favorisce di molto queste attività, ma questo non è di gran lunga il suo scopo principale o il motivo per cui è stato creato.

 

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Che cos’è la blockchain

La blockchain è il mezzo tecnologico attraverso il quale si possono verificare le transazioni di Bitcoin. Per la precisione è una lista di blocchi, sempre in crescita e collegati tra di loro attraverso la crittografia. Ogni blocco contiene una firma crittografica, quindi matematicamente sicura, del blocco precedente oltre a informazioni relative alla data e dettagli sulla transazione. La blockchain, perciò, può essere considerata come un grande libro mastro che tiene traccia di tutte le attività in maniera trasparente, pubblica e permanente nel tempo. Attraverso la blockchain, ad esempio, si può risalire alla prima transazione in Bitcoin mai effettuata.

È progettata per essere resistente a qualsiasi attacco esterno. Ogni blocco non potrà mai essere modificato se non alterando anche i blocchi ad esso collegati, e ciò può avvenire solo se la maggioranza aderente a quella specifica blockchain è d’accordo. In questo modo la blockchain implementa principi di democrazia diretta davvero avvenieristici. Le transazioni sulla blockchain non sono assolutamente anonime, anzi esse sono visibili da chiunque e lo devono essere affinché possano essere validate.

Esistono alcune criptomonete, comunque, che non basano le loro transazioni su questa tecnologia e riescono a garantire, perciò, maggior anonimato ai propri utilizzatori. Alcuni esempi sono le criptovalute ZCash e Monero.

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Categorie: Blockchain

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