La tecnologia blockchain è sempre meno di nicchia: ecco chi ci investe

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Redazione il 27 agosto 2018

Quali sono i principali investitori nella tecnologia blockchain? E perché hanno deciso di dedicarci tante risorse? Cercheremo di rispondere a queste e altre domande, così come di capire possibili scenari futuri, nel seguente articolo.

Sempre più investitori

La tecnologia blockchain ormai da alcuni anni ha attirato l’attenzione di investitori di un certo livello. 

Da prodotto di nicchia usato solo da “smanettoni” agli inizi di questo decennio ha man mano attratto grandi fondi, banche, istituzioni private e pubbliche per via dei grandi vantaggi che offre.

Il primo di questi è dovuto alla struttura decentralizzata che caratterizza il public ledger, che permette una maggior sicurezza rispetto a soluzioni tradizionali in cui c’è un solo ente che supervisiona. È una tecnologia perfetta per essere implementata all’interno dei processi aziendali. Salvare documenti importanti, tenere traccia di transazioni finanziarie, creare database distribuiti: non c’è processo che non possa essere implementato usando la blockchain.

 

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Alcuni nomi di peso

Tra i nomi di coloro che stanno investendo nella tecnologia ci sono molte grandi banche, come ad esempio JP Morgan Chase, che ha da poco lanciato una nuova piattaforma per i pagamenti interbancari basata sulla criptovaluta Ethereum. UBS e Barclays, invece, usano la blockchain per velocizzare i processi di back office. Altri grandi gruppi finanziari, come Nasdaq OMX, che opera una delle più grandi borse al mondo, sono già entrati in partnership con aziende più o meno grandi operanti nel settore. Nel caso di Nasdaq OMX l’azienda scelta è stata Chain, una start-up con base a San Francisco. Le due realtà testeranno insieme l’uso della tecnologia Blockchain per il trading di azioni di aziende private. Spesso questo avviene prima di una IPO, dopodiché l’azienda diventa public company, ci sono quotazioni delle azioni ufficiali e chiunque può acquistarle o venderle.

IBM, leader nell’ambito delle tecnologie informatiche aziendali, sta investendo molte risorse per usare la blockchain in diversi settori. Ad esempio, all’interno di un progetto nel campo della logistica, realizzato insieme a Maersk e Walmart, sta realizzando un sistema di tracciamento decentralizzato per container. I grandi nomi della new economy p2p, come AirBnb, Uber e Lyft hanno intenzione di usare la blockchain per facilitare lo scambio di informazioni e i pagamenti senza la necessità di intermediari.

Spotify e Eastman Kodak, infine, hanno finanziato progetti interessanti nel campo del Digital Rights Management. L’obiettivo è quello di usare la blockchain per conservare i dati sui diritti d’autore delle opere d’ingegno umano che mettono a disposizione della propria clientela (nel primo caso opere di carattere musicale e nel secondo fotografico).

Non solo nomi del settore privato

Anche governi ed enti pubblici stanno investendo in questa rivoluzionaria tecnologia. Il governo del Rwanda, per esempio, vorrebbe creare un catasto dei terreni usando la blockchain. Il governo del Venezuela, per fuggire alle sanzioni economiche e finanziarie, ha lanciato il Petro, la prima criptovaluta nazionale, sostenuta nel suo corso dalle riserve di petrolio del paese. L’investimento, in questo caso, è stato ingente in quanto il governo di Maduro ha intenzione, col tempo, di sostituirlo alla valuta ufficiale e usarlo come valuta per gli scambi internazionali rendendo nulle le sanzioni da cui è stato colpito.

Tornando in luoghi più vicini alla nostra Italia, c’è da segnalare un’iniziativa del Governo Catalano che è in procinto di implementare la blockchain nel suo apparato amministrativo. In questo caso il progetto avrebbe necessitato di un investimento di circa 50 milioni di euro e verrà implementato con l’aiuto della banca Santander. Con questa mossa Barcellona vuole automatizzare e rendere meno costosa la gestione documentale, nonché rivoluzionare e rendere trasparenti tutti i processi interni così come i rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione.

Conclusioni e possibili scenari futuri

Risulta abbastanza facile prevedere come il trend di crescita fino ad ora presentato continuerà e le tecnologie legate alla blockchain entreranno sempre più a far parte delle nostre vite. Basti pensare che, fino ad ora, nel 2018 sono stati spesi ben 1.8 miliardi di dollari nel settore, pari a circa quanto investito in totale nei 18 mesi precedenti, arrivando, perciò, a tre volte il flusso finanziario nello stesso periodo di tempo. Probabilmente, inoltre, si assisterà ad una sempre crescente partecipazione del settore pubblico al fenomeno, con diversi governi, soprattutto asiatici, intenzionati a seguire gli esempi di Rwanda e Catalogna.
 

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Categorie: Blockchain

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