Investire in criptovalute già avviate o partecipare ad una ICO: quale scegliere?

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Redazione il 21 agosto 2018

In questo articolo analizzeremo i pro e i contro che ci sono nell'investire in una ICO, rispetto al semplice acquisto di criptovalute già consolidate nel mercato. Illustreremo, inoltre, anche i passaggi necessari per entrambe le procedure, in modo da fornire una visione d'insieme per chi si addentra nel mondo cripto.

Due strade di acquisto diverse

Partecipando ad una ICO si intraprende una strada meno percorsa, in quanto il progetto che si va a finanziare è giovane. 

Investire in criptovalute già avviate, invece, significa avere a che fare con criptovalute già quotate da tempo sul mercato. Nel secondo caso ci sono le garanzie di una storia finanziaria più antica e volumi di trading che testimoniano come il mercato abbia fatto il suo dovere, fino a quel momento, nel prezzare il bene tenendo conto di tutte le possibili variabili. Basta notare, infatti, che le statistiche ci indicano che solo un 30% dei progetti lanciati con ICO continua a sopravvivere dopo un anno.

Una criptovaluta già presente sul mercato, invece, è quasi sicuramente destinata a restarci per molto altro tempo, se non per sempre. Si può affermare, perciò, che investendo in una ICO le possibilità di venire truffati siano sicuramente maggiori. Bitcoin, Ethereum, Ripple, Litecoin ed altre sono tutte criptovalute presenti ormai da tempo, con volumi di trading importanti. Da qui si può comprendere pure come la volatilità dell’investimento generata partecipando all’acquisto dei token di una ICO sia molto maggiore rispetto a quella che ci si può aspettare comprando i token di una criptovaluta da tempo quotata sul mercato.

Partecipando ad una ICO, poi, c’è la possibilità di poter influenzare maggiormente quella che sarà la vita della criptovaluta. Il motivo è semplice: a parità di risorse economiche, si ha la possibilità di poterne acquisire di più (in quanto il prezzo unitario dei token è generalmente più basso in fase di ICO) e quindi, grazie ai meccanismi decisionali democratici di cui sono dotati questi mezzi tecnologici - con il numero di token a rappresentare il numero di voti - avere un peso maggiore su ogni scelta.

Ad esempio, si potrebbe influire notevolmente sulla decisione di effettuare o meno una “fork”. Con quest’ultimo termine si intende una biforcazione della blockchain originale e quindi la creazione di una nuova e una vecchia. I blocchi dell’una non saranno compatibili con quelli dell’altra e ogni singolo nodo della rete deciderà se passare al nuovo protocollo della nuova Blockchain o rimanere col vecchio.

 

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Come investire in una ICO

Per partecipare ad una ICO bisogna come prima cosa entrare in possesso di Bitcoin o, meglio ancora, Ethereum. Per acquisire queste criptovalute la strada più semplice è, in genere, andare su una borsa di scambi di criptovalute - come Kraken, Binance, Huobi ed altre - e usare valuta fiat, come euro o dollari, per comprarle sul book di negoziazione. Registrarsi sulla borsa di scambi di criptovalute è semplice e richiede solo un po’ di tempo per conformarsi alle direttive anti-riciclaggio e KYC.

Una volta acquisite le criptovalute a mercato è consigliabile inviarle al proprio portafoglio individuale e non tenerle sull’indirizzo offerto dalla borsa, in quanto è successo più volte nel recente passato che questi portafogli subissero attacchi malevoli da parte di hacker e venissero trafugati. Per partecipare alla ICO vera e propria, poi, bisognerà inviare i propri Ethereum - gran parte di queste vendite avvengono sulla rete di questa criptovaluta - all’indirizzo indicato dall’entità che promuove la ICO, il tutto solo dopo essersi accertati della validità della stessa sia leggendo il libro bianco (White Paper) che partecipando ai meeting con altri potenziali investitori (che si tengono in genere su canali come Slack o Telegram).

Una volta completata la transazione dovremmo ricevere indietro i token della criptovaluta associata alla ICO sul nostro portafogli, quest'operazione può richiedere da un paio di ore fino ad un paio di giorni. Bisogna ricordare che non tutti i portafogli sono accettati durante il processo delle ICO; quelli di riferimento in questo tipo di operazioni sono MetaMask e MyEtherWallet. Le procedure necessarie per il semplice acquisto di una criptovaluta, invece, sono molto più semplici.

Conclusioni

Abbiamo visto che ci sono pro e contro in entrambe le soluzioni. Sebbene partecipare ad una ICO presenti maggiori rischi e rappresenti una via più laboriosa rispetto al semplice acquisto di criptovalute, questi sono controbilanciati da possibili ritorni sull’investimento maggiori.

Si può dire, in definitiva, che la partecipazione ad ICO dovrebbe essere usata da investitori con conoscenze tecniche ed esperienza ancora maggiori rispetto a quelle, di per sé già elevate, richieste da un semplice investimento in criptovalute, che, a loro volta, sono maggiori di quelle richieste per l’acquisto di qualsiasi altro asset finanziario tradizionale. Una saggia decisione per un investitore medio potrebbe essere quella di diversificare i propri acquisti tra criptovalute già quotate e quelle proposte durante le ICO, così da poter raccogliere i benefici di entrambe le soluzioni.

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Categorie: ICO, Criptovalute

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