Investire in criptovalute: come riconoscere le truffe e starne alla larga

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Redazione il 09 agosto 2018

In questo articolo approfondiremo il tema relativo alle potenziali truffe in cui si può incappare nell’investire in criptovalute. Se si usano una serie di accorgimenti e si è abbastanza pratici della tecnologia, è quasi impossibile essere truffati. Ecco le nostre indicazioni al riguardo.

Come si può incappare in truffe nel mondo delle criptovalute

I truffatori non sono certo un'invenzione moderna, e se c'è un pregio che si può riconoscere a queste persone è la loro flessibilità e la capacità di adattarsi velocemente alle nuove situazioni. 

Con le criptomonete è accaduta la stessa cosa, e c'è chi ci ha rimesso. Questo ha contribuito in qualche modo ad alimentare la convinzione in una certa fascia della popolazione che l’intero mondo delle criptovalute sia una grande truffa sullo stile schema Ponzi.

In realtà investire in criptovalute è molto sicuro, perché tutte le transazioni, che riescono ad avvenire grazie alla blockchain, sono validate matematicamente, quindi non c’è la possibilità che vengano “intercettate” o semplicemente ci siano degli errori per cui delle volte non si realizzino. La maggior parte delle truffe in cui si può incappare in questo frangente è quella di spedire delle criptovalute ad un indirizzo che è non di proprietà della persona o dell’organizzazione che pensavamo. Rientrano in questa casistica annunci da parte di finti Vitalik Buterin o Elon Musk (fondatore di Tesla) per farsi inviare una certa quantità di criptovalute ai loro indirizzi, con la promessa, ovviamente mai mantenuta, di riceverne tante volte tanto. Nel caso in questione gli annunci sono stati fatti su Twitter con nomi del profilo simili a quelli veri.

Per non cadere in questo tranello è necessario far attenzione che i profili abbiano la spunta blu o informarsi su canali come Reddit o Telegram, dove molti utenti diversi possano confermare la bontà delle operazioni che abbiamo intenzione di realizzare. Bisogna ricordare, inoltre, che quando si inviano token a qualcuno si deve fare attenzione a digitare il codice alfanumerico, composto da molte cifre. Basta sbagliarne anche una per perderli. Si consiglia, perciò, di usare sempre la funzione copia e incolla.

 

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Cosa fare una volta che si è caduti nella trappola

Purtroppo non c’è molto da fare in questo caso. In Italia si può sporgere denuncia alla polizia postale, che è l’organo di controllo di tutte le attività telematiche, ma le probabilità di avere i soldi indietro sono, comunque, poche o nulle. Se l’indirizzo delle criptovalute fosse stato creato presso una borsa di scambi, come Bittrex o Kraken, ci potrebbe essere la possibilità di ricevere informazioni da parte di quest’ultima, come l’intestatario dell’account o a chi sono stati inviati bonifici in valuta tradizionale.

Essendo la tecnologia blockchain trasparente, inoltre, sarebbe addirittura possibile seguire tutti i movimenti dei token che ci sono stati sottratti. Anche per questa evenienza, però, i truffatori si sono fatti furbi. Infatti in molti casi vendono i token sottratti per criptovaluta Monero, che è di difficile tracciabilità per via della sua particolare Blockchain “offuscata”.

Cosa ci dicono le statistiche

Alcune statistiche sull’argomento sono davvero terrificanti e rischiano di far desistere anche gli investitori più coraggiosi. Ad esempio si stima che ben l’81% delle ICO si rivelino in realtà delle truffe. A questo va aggiunto un circa 6% di progetti che falliscono e un altro 5% che non destano più alcun interesse. Solo il restante 8%, all’incirca, arriverebbe ad una fase matura, con scambi caratterizzati da volumi importanti nelle varie borse di criptovalute sparse per il mondo.

Tra le ICO più importanti queste statistiche sembrano migliorare e confermano l’intuizione comune che grandi volumi di investimenti possono considerarsi come una sorta di garanzia. Tra i progetti che hanno superato il miliardo di dollari di finanziamenti, infatti, ci sono state pochissime sorprese negative per gli investitori.

Questi, però, sono quasi sempre accompagnati da piani a lunga scadenza molto chiari e trasparenti, in cui vengono simulati anche i possibili scenari di sviluppo futuri sia in condizioni più avverse che più favorevoli. Quello dell’attenzione a questa documentazione, che spesso prende forma di libro bianco, può considerarsi come uno dei modi migliori per stare alla larga dalle truffe nel caso si voglia partecipare ad una Initial Coin Offering.

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Categorie: Criptovalute

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