Initial coin offering: vantaggi e svantaggi di investire in ICO

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Redazione il 30 luglio 2018

Introduzione alla blockchain e al Bitcoin

Che cos’è questa tecnologia chiamata blockchain di cui oggi sentiamo tanto parlare? Un fenomeno dalla portata rivoluzionaria e dalle molteplici applicazioni. 

In parole semplici, la blockchain non è altro che un registro digitale, un libro mastro che tiene traccia di tutte le transazioni che avvengono in un dato sistema, tramite cui è possibile garantire trasparenza e tracciabilità. 

Ogni unità di questo registro è chiamata blocco e ciascuno di questi è interconnesso tramite la crittografia in modo da non poter essere modificato.

Su questo sistema si appoggia la prima criptovaluta mai creata, ed anche la più popolare al giorno d’oggi, il Bitcoin, fondata dal leggendario Satoshi Nakamoto, nome di fantasia che non è stato mai possibile attribuire ad una persona o entità specifica. La tecnologia viene in seguito slegata dal Bitcoin e utilizzata come metodo per garantire la tracciabilità nei più svariati settori.

 

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Introduzione al mondo delle criptovalute

Prima di poter affrontare l’argomento principale di questo articolo è bene ricordare cosa sono le criptovalute. Le criptovalute sono monete digitali che, a differenza della loro controparte tradizionale, non sono sostenute da una Banca Centrale e non hanno una forma fisica, come le banconote o le monete, che ne garantiscano l’autenticità.

Sono immateriali e vengono liberamente scambiate attraverso la Rete. Non sono regolamentate da soggetti istituzionali e, in gran parte del mondo, ancora manca un contesto legislativo creato ad hoc che le riguardi.

Le initial coin offering

Le initial coin offering, anche abbreviate ICO, sono delle offerte di criptovalute volte ad essere usate per uno scopo o progetto ben preciso. Costituiscono, pertanto, una forma di finanziamento per il soggetto promotore. Esse sono molto simili alle initial public offering, anche dette IPO, con cui si finanziano inizialmente le aziende che si quotano in borsa, prima che le proprie azioni vengano quotidianamente scambiate su un book di negoziazione. Le ICO sono un fenomeno sempre meno di nicchia: si stima che nel 2017 siano stati raccolti 1.25 miliardi di dollari attraverso questo strumento, più che raddoppiando quanto fatto nel 2016.

Principali vantaggi

I vantaggi offerti dalle initial coin offering sono diversi e quasi tutti riconducibili alla natura delle criptovalute. Il principale, che sotto certi punti di vista potrebbe essere anche considerato uno svantaggio, come vedremo in seguito, è quello della quasi totale mancanza di una supervisione legislativa tradizionale.

Quest’ultima, inoltre, non potrebbe neanche essere imposta da un’entità legislativa tradizionale come un governo o una banca centrale poiché le transazioni, che avvengono tramite blockchain, non sono “aggredibili” in alcuna maniera e si basano, appunto, su algoritmi matematici. Se un governo volesse limitarle dovrebbe imporre la chiusura di Internet o dell’uso dell’energia elettrica, qualcosa di assolutamente irrealizzabile.

C’è da sottolineare, poi, come i costi associati a questa forma di crowdfunding siano inferiori a quelli di altre forme tradizionali, come le IPO, e permettano di raggiungere una platea potenziale di investitori maggiori (si pensi, appunto, a tutti coloro che posseggono un PC connesso alla Rete) in minor tempo e con più efficacia, garantendo, così, un vantaggio sia per gli investitori che per l’entità che ha lanciato la initial coin offering. Infine, questa forma di finanziamento, perlomeno allo stato attuale in Italia, è priva di qualsiasi forma di tassazione per l’investitore, mentre le forme tradizionali sono soggette ad aliquote dal 12,5% al 26% sul capital gain eventualmente generato.

Principali svantaggi

Le initial coin offering non offrono le tutele legali che sono garantite dalle IPO o altre operazioni di finanza classica. Questo è, sicuramente, il loro più grande punto debole che condiziona soprattutto gli investitori istituzionali come banche, fondi pensioni e fondi sovrani nei loro confronti. Sono operazioni, inoltre, che richiedono una certa competenza tecnica, maggiore di quella richiesta per sottoscrivere una IPO. Sono, infine, maggiormente collegabili a truffe o utilizzabili per scopi illeciti.

Conclusioni

Abbiamo visto come le initial coin offering abbiano un grande potenziale e, in definitiva, offrano più vantaggi che svantaggi. Sono maggiormente adatte, però, ad un pubblico con una certa preparazione sia finanziaria che tecnica, che sappia usare in maniera autonoma ed indipendente svariati strumenti informatici. Il vuoto legislativo in materia, evidenziato in questo articolo, probabilmente verrà colmato man mano che l’adozione delle criptovalute aumenterà, come tutti i dati e il buon senso ci indicano inequivocabilmente.

Le ICO possono dunque portare alla nascita di progetti interessanti, dall’alto valore aggiunto e tecnologico, con una platea più democratica e distribuita geograficamente di investitori partecipanti rispetto alle IPO. I progetti legati alle initial coin offering, infine, potrebbero essere meno soggette alle instabilità politiche di questa o quella nazione e avere maggiore resilienza presente e futura.

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Categorie: ICO

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