ICO e IPO, due modi di intendere il finanziamento iniziale

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Redazione il 07 agosto 2018

La fase di nascita di una grande azienda è caratterizzata dalla necessità di reperire fondi per finanziare il suo sviluppo. Una delle strade percorse fino ad ora è stata quella della initial public offering, anche conosciuta come IPO. 

Con l’avvento delle criptovalute, questo fenomeno ha subito una trasformazione e oggi si parla anche di ICO. In questo articolo cercheremo di scoprire le differenze principali tra le due.

ICO e IPO, due facce della stessa medaglia?

Sia le ICO (initial coin offering) che le IPO sono forme di finanziamento. Le prime sono delle offerte di criptovalute volte ad essere usate per uno scopo o progetto ben preciso. 

Sono molto simili alle initial public offering, con cui si finanziano inizialmente le aziende che si quotano in borsa, prima che le proprie azioni vengano quotidianamente scambiate su un book di negoziazione. La ICO è un processo portato alla luce grazie alla innovazione delle criptovalute. È uno strumento di crowdfunding per le startup, che include la creazione e la vendita di token per finanziarie l’avvio e lo sviluppo. Le ICO, pertanto, sono legate indissolubilmente alla tecnologia blockchain.

Quello dell’IPO, invece, è un processo ben rodato, le cui origini risalgono addirittura al 1600, con le prime forme di finanziamento rivolto al pubblico delle compagnie di commercio delle spezie negli odierni Paesi Bassi. Le IPO sono, in genere, organizzate da società private, spesso banche d’investimento, per finanziare la nascita di aziende e farle quotare in borsa. Tutto questo processo richiede una certa dose di passaggi burocratici e regolamentativi finalizzati alla protezione del consumatore-investitore e della società.

 

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Le principali differenze

Mentre con le ICO si cerca di trovare fondi per entrare nel mercato e le aziende che vi partecipano hanno dimensioni davvero molto contenute, con le IPO spesso si cerca di andare sul mercato in uno stadio aziendale più maturo, con numeri a bilancio consolidati e in nero. Spesso coi fondi delle IPO si finanziano progetti di ulteriore espansione aziendale, con le ICO la vera e propria nascita societaria.

Altre differenze si riscontrano nella tenuta documentale, con le aziende che partecipano alle IPO obbligate a creare il cosiddetto “prospetto”, che consiste in una dichiarazione dalla valenza legale. In esso vanno riportate le informazioni chiave sull’azienda e la relativa IPO, rispettando standard di trasparenza. Con le ICO, invece, c’è una scarsa tutela legale. È vero che, in genere, in concomitanza della ICO si rilascia un White Paper in cui vengono messi in luce tutti gli aspetti dell’iniziativa, ma non c’è obbligo di farlo e, eventualmente, la valenza in un tribunale di questa documentazione sarebbe dubbia.

Per poter far partire una IPO, inoltre, è richiesta una storia aziendale limpida, con comunicazioni puntuali e veritiere, come il rilascio dei dati sui profitti. Questi dati vanno validati, poi, anche da aziende che si occupano di contabilità. Insomma, c’è bisogno di un biglietto da visita che le aziende partecipanti alle ICO non devono avere.

Per quanto riguarda le tempistiche, le IPO, proprio per la necessità di sottostare a numerose regole e organi di controllo, richiedono tempi maggiori delle ICO. In genere nel primo caso sono circa 6 mesi, nel secondo ne basta anche uno solo. I destinatari delle due offerte, inoltre, sono diversi: nelle IPO sono in genere banche o grandi istituzioni finanziarie, nelle ICO, invece, chiunque può partecipare e molto spesso sono piccoli investitori privati.

Per questi ultimi basta acquistare il token associato alla ICO su una delle tante borse di scambio di criptovalute online e il gioco è fatto. Infine, mentre con le IPO si assumono con il fisco obblighi di tipo tributario da dover soddisfare (generalmente in caso di realizzazione di plusvalenze), con le ICO questi obblighi ancora non sussistono, almeno per ora.

Conclusioni

ICO e IPO sembrano due processi molto simili, ma in realtà, come abbiamo visto, presentano differenze abbastanza marcate. Le ICO, come dimostrano le statistiche, sono in continuo aumento e sono maggiormente adatte ad un pubblico esperto e con ottime conoscenze tecniche. Probabilmente nel futuro le ICO soppianteranno le IPO. Entrambe, comunque, possono portare al successo l’azienda che le ha promosse e generare lauti guadagni per i sottoscrittori.
 

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Categorie: ICO

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