3 modi in cui la tecnologia blockchain sta cambiando il mondo degli affari

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Redazione il 30 agosto 2018

La tecnologia blockchain, alla base della nascita delle criptovalute, sta avendo un forte impatto sul mondo degli affari. In questo articolo cercheremo di spiegare questo fenomeno, provando anche a capire alcuni possibili sviluppi futuri.

1. La blockchain migliora il commercio mondiale

La tecnologia blockchain facilita le transazioni su scala globale e, quindi, promuove gli scambi finanziari e il commercio permettendo costi minori, maggiore trasparenza, efficienza e sicurezza. 

Seppur ci siano dei piccoli costi dovuti ai verificatori delle transazioni, i cosiddetti “miner”, questi, in genere, sono inferiori per operazioni dello stesso importo eseguite con mezzi tradizionali, soprattutto se si considera il caso di transazioni tra paesi lontani dove ci sono costi di cambio di valuta e altre varie spese da pagare. Anche i tempi sono di gran lunga inferiori, in quanto la maggior parte delle transazioni viene verificata e quindi si conclude sotto un'ora di tempo.

 

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2. Stipulare contratti è più facile con gli smart contract

La blockchain aiuta a fare affari in quanto è essenziale per i cosiddetti “smart contract”. Questi sono protocolli informatici che migliorano i contratti tradizionali sotto molteplici aspetti, dalla velocità della verifica alla sicurezza nell’esecuzione, dal rispetto delle clausole ai risparmi dovuti al coinvolgimento di meno attori nelle transazioni. Sono completamente digitali e vengono salvati sulla blockchain. Il termine “smart contract” fu usato per primo dall’informatico ed esperto di legge Nick Szabo nel 1997, molto tempo prima che fosse creato il Bitcoin.

Un esempio del loro uso può essere quello di un finanziamento di progetto, similmente a come avviene su Kickstarter o Indiegogo. Mentre nel caso tradizionale per verificare che gli obiettivi siano stati raggiunti si ricorre ad una terza parte, che ha dei costi e genera incombenze burocratiche, con queste nuove forme contrattuali digitali tale verifica è automatica. Grazie alla blockchain nessuno controlla le risorse finanziarie del progetto ma queste sono distribuite e immutabili, non c’è possibilità alcuna di sforare il budget o che non venga corrisposto quanto preventivato e scritto nello smart contract.

Un altro esempio può essere quello relativo allo sviluppo di software. Un committente può richiedere che venga sviluppato un certo prodotto software, con certe caratteristiche tecniche e di performance, in un certo tempo essendo sicuro che il budget messo a disposizione venga rilasciato automaticamente, senza la necessità dell’approvazione di nessuno, solo dopo che siano stati rispettati tutti i suoi desiderata.

Con gli smart contract, infatti, si può far in modo di legare automaticamente il rilascio del pagamento di una milestone, come la realizzazione di una nuova funzionalità in un prodotto software, alla realizzazione della stessa, senza l’intervento del committente. Ciò è possibile grazie alla natura ingegneristica dello sviluppo del software, che, a differenza di un libro o di una canzone, è oggettiva. Per essere ancora più chiari: ammettiamo di avere un software che esegue dei calcoli su un certo input. Possiamo creare uno smart contract che rilascerà i token solo dopo che, con le modifiche apportate al software, questo ci impieghi la metà del tempo di prima per eseguire quei calcoli su un certo input.

Le banche, in un futuro prossimo, potrebbero usare questi nuovi mezzi digitali per concedere mutui in modo sicuro, le compagnie assicurative per stipulare polizze evitando truffe e i servizi postali per migliorare il pagamento di un venditore che spedisca oggetti in contrassegno. Per tutto quello che ruota attorno agli smart contract la criptovaluta di riferimento, al momento, è senza ombra di dubbio l’Ethereum (ETH), che è la seconda valuta digitale per importanza al mondo dopo il Bitcoin.

3. La blockchain aiuta nella gestione della sicurezza dei dati

La tutela della privacy e la gestione dei dati sensibili sono ormai un costo non indifferente per qualsiasi tipo di azienda e/o ente pubblico. Alcuni esperti sono d’accordo sul fatto che la blockchain, per le caratteristiche intrinseche citate più volte di sicurezza e trasparenza attraverso il meccanismo del libro mastro distribuito, potrebbe rivoluzionare questo settore, che da solo assorbe risorse per oltre 122 miliardi di dollari ogni anno. Non ci sarebbero problemi legati alle singole giurisdizioni nazionali, problemi di accesso alla rete o di continuità nel backup dell’energia elettrica; la blockchain, una volta aggiornata, non ha bisogno di niente per mantenere l’integrità dei dati.

Vantaggi simili si possono pensare nel settore della gestione della proprietà intellettuale, dove c’è da un lato la necessità di rendere nota e disponibile la propria invenzione e brevettarla, dall’altro proteggerla da usi malevoli e non autorizzati. La blockchain è sempre più usata nel campo del DRM, Digital Rights Management.

Eastman Kodak, ad esempio, azienda storica nel campo della fotografia, dopo la battaglia persa nel campo delle macchinette fotografiche, si sta reinventando nel settore della gestione dei diritti fotografici, usando proprio la stessa tecnologia alla base delle criptovalute. Sulla sua piattaforma, che userà la tecnologia blockchain, infatti, sarà possibile caricare e autentificare le proprie foto, traendone eventuale profitto economico dopo averle date in licenza.

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Categorie: Blockchain

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